Tumore dell’ovaio: oggi guarire è possibile

25 Ottobre 2018 0
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Tumore dell’ovaio, qual è l’età più a rischio

I tumori dell’ovaio colpiscono le donne in età giovanissima, spesso ancora prima di compiere 20 anni, e possono comprometterne per sempre la fertilità, Costituiscono circa il 20% di tutti i tumori ovarici presenti nei Paesi occidentali. La maggior parte di loro viene diagnosticata intorno ai 18 anni.
Fino a una trentina di anni fa le speranze per questi tumori erano poche, riguardo sia la cura, sia la conservazione della fertilità e della funzionalità dell’ovaio. Oggi invece, grazie ai progressi della scienza soprattutto in relazione alla chemioterapia, la sopravvivenza ha raggiunto tassi altissimi.

Tumore dell’ovaio, di cosa si tratta e come si curano

Parliamo di tumori molto aggressivi, che crescono con rapidità che colpiscono di solito solo una delle due ovaie e si diffondono prevalentemente nella cavità dell’addome.

Esistono diversi tipi di tumore dell’ovaio. Spesso si presentano insieme, in forma mista.
In questi casi la cura è indirizzata al tipo più aggressivo. Si manifestano solitamente con una massa addominale che si sente al tatto, la cui presenza è associata a dolore, anche molto acuto, nella zona dell’addome e del basso ventre (zona pelvica).
A volte queste malattie provocano anche febbre e perdite di sangue vaginali.
In media la diagnosi (basata su esami del sangue, radiografia del torace ed ecografia pelvica) avviene 1-3 mesi dopo la comparsa dei sintomi.
Questa rapidità nella diagnosi permette spesso di inquadrare la malattia quando si trova ancora ad uno stato precoce. Rare volte invece la malattia può comparire senza dare sintomi e la scoperta avviene in modo occasionale.

La terapia primaria è di tipo chirurgico, soprattutto interventi che prevedono cioè l’eliminazione del tumore ma non dell’ovaio (cosiddetti interventi di tipo conservativo), anche nei casi di malattia avanzata.

Oggi la chemioterapia ha rivoluzionato la prognosi, prima infausta, garantendo una sopravvivenza che sfiora il 100% nei primi stadi e il 75% negli stadi avanzati. 
L’eliminazione chirurgica del tumore seguita da cicli di chemioterapia è una soluzione positiva anche nel senso della conservazione della fertilità e della funzionalità dell’ovaio, anche se, va ricordato, la chemioterapia non è mai priva di effetti collaterali. Gli ultimi studi riportano che una percentuale molto alta di donne (ben il 69-99%) ha riacquisito una normale regolarità dei cicli mestruali al termine della chemioterapia e molte di queste hanno portato a termine numerose gravidanze.

I tumori dell’ovaio presentano quindi, attualmente, buone possibilità di cura e di guarigione, purché ci si rivolga tempestivamente a un centro specializzato in ginecologia oncologica.


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