Osteoporosi e menopausa: così si sgretolano le ossa

26 ottobre 2018 0
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Osteoporosi, perché le donne sono più a rischio

L’osteoporosi può colpire ogni età, ma il picco di incidenza è nell’età matura e anziana.
Le donne in post-menopausa sono esposte a un rischio maggiore perché gli estrogeni, che diminuiscono con la menopausa, giocano un importante ruolo protettivo sull’osso.
Le donne più a rischio sono quelle che entrano in menopausa precocemente (prima dei 45 anni). Anche una menopausa chirurgica è tanto più negativa per lo scheletro quanto più è stata eseguita presto nella vita.

L’osteoporosi post-menopausale compare entro i primi 20 anni dall’inizio della menopausa ed è riscontrabile nel 5-29% delle donne che entrano in questa fase della vita.
Interessa prevalentemente l’osso trabecolare con effetti particolarmente evidenti a livello della colonna vertebrale. La perdita ossea, molto accelerata nel periodo precedente alla menopausa, può raggiungere una perdita del 5% della massa ossea totale all’anno. Le fratture vertebrali rappresentano la situazione clinica più comune in questi casi.

È stato calcolato che nelle donne di età superiore ai 45 anni, l’osteoporosi è causa di un maggior numero di ricoveri ospedalieri rispetto ad altre malattie, compreso il diabete, l’infarto e il cancro al seno.

In Italia l’osteoporosi colpisce una donna su quattro oltre i 40 anni (contro il 17% degli uomini di pari età), il 33% delle donne che hanno tra i 60 e i 70 anni e ben il 66% di quelle al di sopra degli 80 anni. In totale, riferisce ONDA (Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna), ci sono oltre 3,5 milioni di donne colpite dalla malattia; ogni anno nei reparti ortopedici giungono 100 mila donne con fratture femorali e 200 mila con fratture vertebrali e, come detto, sono circa il 20% del totale.

Ogni dolore acuto a un’età superiore ai 50-60 anni deve far sospettare un’osteoporosi, in particolare i dolori alla colonna vertebrale e alle gambe, anche senza alcun trauma.
I dolori causati da una frattura regrediscono e scompaiono solitamente sull’arco di 4-6 settimane. In caso di fratture vertebrali possono persistere dei dolori cronici, un disturbo della postura (tronco sbilanciato in avanti) e dunque anche difficoltà d’equilibrio.
Le fratture sono per lo più dovute a banali cadute o piccoli traumi, talvolta possono però insorgere anche spontaneamente.

L’osteoporosi e le donne: il risvolto psicologico

Il dolore, la disabilità e la perdita d’indipendenza associate all’osteoporosi colpiscono anche il benessere mentale delle persone, riducendone la qualità di vita, predisponendole allo sviluppo di ansia e depressione o addirittura portandole a chiusura sociale e isolamento.

Oggi per fortuna la situazione è leggermente migliorata: le donne affette da osteoporosi lavorano, si occupano della famiglia, viaggiano. Lo studio Timeless Women, condotto nell’agosto del 2008 per comprendere lo stile di vita e l’atteggiamento delle donne affette da osteoporosi, ha dato risultati incoraggianti sul vissuto psicologico delle donne malate, mettendo in luce la loro combattività e la voglia di sentirsi bene e in forma e di essere indipendenti.
L’85% delle donne intervistate si definisce attivo e solo il 23% si sente ‘debole e fragile’, mentre solo il 31% pensa che la malattia abbia avuto un impatto negativo sulla sua vita. Il 93% delle intervistate non è disposto a lasciare che questa malattia diventi un limite a una vita attiva e completa.

La maggioranza delle intervistate ha rivelato di assumere un atteggiamento “positivo” nei confronti della malattia e della vita: il 93% conduce una normale vita sociale e coltiva le proprie amicizie; il 77% svolge un’attività fisica mensile e il 64% svolge attività fisica con cadenza settimanale.

Le donne con osteoporosi tengono alla loro autonomia: la necessità di dover dipendere da altri è al primo posto tra le loro preoccupazioni (34%) seguita dal timore delle fratture (25%) e dalla paura di rimanere bloccate in casa (15%).

L’immagine che le donne con osteoporosi hanno di sé non coincide però con quella percepita dai medici, la maggioranza dei quali (75%) ritiene che la malattia abbia ancora un impatto negativo sul modo di vedere la vita da parte delle donne.

Ancora urgente il problema della mancata aderenza alle cure: molte donne non assumono con costanza le loro medicine e sono quindi maggiormente esposte al rischio di frattura: al 70% delle donne affette da osteoporosi è capitato di non assumere accidentalmente o deliberatamente una dose del farmaco loro prescritto. Il 46% ha dimenticato di prendere la medicina, mentre chi non l’ha assunta deliberatamente lo ha fatto perché ha subìto alcuni effetti collaterali, ha trovato la cura poco pratica o perché non pensa che la cura sia efficace.

Ed è proprio su questo punto che medici e pazienti concordano, e cioè sull’importanza di trovare una cura efficace che permetta loro di mantenere un buon stile di vita. Le preferenze circa la formulazione dei farmaci vanno a quella orale con assunzione settimanale (29%) e a quella per infusione endovenosa con assunzione annuale (24%).

Leggi l’approfondimento sull’osteoporosi qui

 

Fonti:
SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia
AIOTE – Associazione Italiana Oncologia della Terza Età
Campagna Timeless Women
Skeletal Endocrinology – Meeting internazionale sull’Osteoporosi
News and Opinions in Ginecologia
Fondazione F.I.R.M.O.
Assolatte – Associazione Italiana Lattiero-casearia

 

 

 

 

 


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