Diabete gestazionale: sintomi, cause e prevenzione

4 Ottobre 2018 0
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Il diabete gestazionale è una condizione che si può verificare in gravidanza, in particolare nel secondo o terzo trimestre, a causa della produzione di un ormone da parte della placenta, l’ormone lattogeno-placentare, che influenza negativamente l’attività dell’insulina.

Quest’ultima è un ormone prodotto naturalmente dal pancreas che favorisce il trasporto di glucosio nelle cellule del muscolo scheletrico, del cuore e delle ghiandole mammarie in allattamento. Quando, per qualche ragione, questo meccanismo non funziona bene e si verifica un ostacolo nel passaggio degli zuccheri nel sangue, si ha un innalzamento dell’indice glicemico, cioè della concentrazione di zuccheri nel sangue (iperglicemia), e compare il diabete.

 

I rischi del diabete gestazionale

Il diabete gestazionale si verifica in circa il 7% delle gravidanze ed è una condizione che solitamente rientra dopo il parto. Tuttavia è una situazione molto pericolosa che può portare a parto prematuro, malformazioni o morte fetale in utero. L’iperglicemia fa infatti aumentare il volume del feto (macrosoma) che rischia così di arrivare alla nascita con un peso superiore ai 4,5 chili, rendendo il parto naturale duro e difficile, se non impossibile. Parallelamente cresce il rischio di preeclampsia, cioè di aumento della pressione arteriosa in gravidanza che è una condizione anch’essa molto rischiosa per la salute della mamma e del bambino.

Le cause non sono ancora del tutto note, ma possono essere individuati fattori di rischio che caratterizzano i soggetti predisposti:

 

Come riconoscere e diagnosticare il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale non dà sintomi, ma può essere identificato intorno alla ventiseiesima settimana di gestazione con un test chiamato Minicarico al glucosio o test di Carpenter: si fa un prelievo di sangue a digiuno, si misura la glicemia, si dà da bere alla futura mamma 100 grammi di glucosio in un bicchiere d’acqua e dopo un’ora si ripete il prelievo. Se al secondo prelievo il dosaggio della glicemia supera i 140, c’è il sospetto di diabete gestazionale. Tale sospetto viene confermato o smentito da un ulteriore esame, ossia il Carico di glucosio completo, che consiste nel raddoppiare la dose di glucosio contenuta nell’acqua ripetendo quattro prelievi a distanza di mezz’ora l’uno dall’altro. Se almeno due di questi quattro valori sono fuori scala, il diabete gestazionale è confermato.

Sebbene le cause del diabete gestazionale non siano ancora del tutto note, vi sono dei fattori di rischio che caratterizzano i soggetti predisposti:

  • maggiore circonferenza addominale (la “pancia” indica un’alterazione nel metabolismo degli zuccheri)
  • peso eccessivo (soprattutto addominale)
  • casi in famiglia, precedenti bambini nati sovrappeso, glicemia a digiuno alterata, ipertensione arteriosa, appartenenza a gruppi etnici ad alto rischio (africani, asiatici, ispanici).

Come prevenire il diabete gestazionale con l’alimentazione

(link ad approfondimento) Alimentazione equilibrata, esercizio fisico e mantenimento di un peso normale già prima della gravidanza riducono il rischio di comparsa del diabete gestazionale, vediamo quindi i comportamenti da adottare per prevenirlo.

  • Alimentazione e aumento ponderale: anche in assenza dei suddetti fattori di rischio, occorre fare attenzione all’alimentazione e all’aumento ponderale della futura mamma che dovrebbe essere di circa 1 chilo al mese nei primi tre mesi, 1 chilo e mezzo nei secondi tre, un chilo e sette negli ultimi tre, per un totale aumento compreso tra i 10 e i 12 chili.
  • Fare attività fisica: uno studio ha infatti dimostrato che le donne attive presentano un rischio di diabete gestazionale più che dimezzato (56% in meno rispetto a quelle sedentarie).
  • Monitorare: è essenziale controllare il diabete se possibile anche nei mesi precedenti la gravidanza. Oggi esistono dei dispositivi di semplice utilizzo, basso costo e minimo ingombro che permettono un controllo frequente dei livelli di zucchero nel sangue, con risultati disponibili in pochi secondi.

Tenendo sotto controllo la glicemia e adottando uno stile di vita sano, nel 95% dei casi di diabete gravidico il bambino nasce in perfetta salute.

Se lo stile di vita non basta. la terapia farmacologica per il diabete gestazionale

Quando nonostante la correzione dello stile di vita il problema persiste, vi sono terapie farmacologiche a base di insulina che hanno lo scopo di ridurre i livelli glicemici della madre in modo da prevenire l’iperinsulinemia e quindi l’eccessiva crescita del feto. Tali terapie possono essere somministrate o sotto forma di iniezioni sottocutanee o per bocca.

Le iniezioni sono poco tollerate dalle future mamme che devono essere “addestrate” dal medico circa i modi e i tempi di somministrazione; quest’opzione comporta inoltre un rischio di ipoglicemia e un aumento dell’appetito, con conseguente incremento del peso della donna.

I farmaci ipoglicemizzanti per bocca risultano più facili da somministrare costituendo un approccio più “fisiologico” al trattamento del diabete gestazionale rispetto a quello insulinico per endovenosa. I dati più importanti sugli antidiabetici orali riguardano la gliburide, principio attivo appartenente alla classe delle sulfaniluree. Questi farmaci agiscono sopprimendo la produzione di glucosio da parte del fegato e aumentando la secrezione di insulina dopo i pasti. Studi recenti hanno dimostrato che questo principio attivo è sicuro per il bambino in quanto non oltrepassa in quantità significative la barriera placentare.

Un altro antidiabetico orale è la metformina che agisce come elemento di sensibilizzazione all’insulina, riducendone la produzione da parte del fegato, e aumentandone il consumo da parte dei tessuti periferici, ostacolando l’assorbimento da parte dell’intestino.

A differenza della gliburide, non stimola la secrezione insulinica provocando meno frequentemente ipoglicemia. Sebbene dalla letteratura sembra che la metformina sia sicura, ad oggi non è esclusa la possibilità di un’eventuale alterazione del feto. Al momento quindi la commissione della quinta Workshop Conference internazionale sul diabete gestazionale ha concluso che non esiste ancora evidenza per raccomandare il trattamento con metformina nel diabete in gravidanza, se non in casi selezionati.

 

Fonti:
AOGOI- Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani    
Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità 


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